Le emozioni SECONDARIE

Ciao! Le scorse settimane vi abbiamo parlato delle emozioni primarie, oggi invece approfondiamo le emozioni secondarie!​

Le EMOZIONI SECONDARIE sono più complesse delle emozioni primarie, poiché si formano dalla combinazione di quest’ultime. Si sviluppano con la crescita dell’individuo, grazie alle ESPERIENZE e al CONTATTO CON GLI ALTRI, perciò subiscono l’INFLUENZA SOCIALE del CONTESTO in cui si vive.​

Le emozioni secondarie, come quelle primarie, sono tutte IMPORTANTI, UTILI e FUNZIONALI perché ci permettono di adattarci all’ambiente circostante. ​

Quindi non esistono emozioni secondarie buone ed emozioni secondarie cattive… positive o negative. Alcune volte le emozioni sono più piacevoli, altre volte più spiacevoli.​

Proprio per questo è utile RICONOSCERLE tutte, COMPRENDERNE IL SENSO ed ACCOGLIERLE.


Allora vediamo quali sono alcune emozioni secondarie!​

ESTASI, è una gioia molto profonda.

VERGOGNA, la proviamo quando pensiamo di trasgredire delle regole sociali.

GELOSIA, è un’emozione che deriva dalla paura di perdere qualcosa o qualcuno.

COLPA, sensazione di aver sbagliato e non saper come rimediare​.

PANICO, è una paura molto forte e profonda.

NOSTALGIA, è un’emozione che proviamo quando sentiamo la mancanza di qualcosa o qualcuno. È un’emozione causata da un forte desiderio di un luogo lontano, di una cosa o di una persona assente o perduta, di una situazione finita che si vorrebbe rivivere.


LA NOSTALGIA RACCONTATA DA UNA FAVOLA

LISA E LA TARTARUGA

C’era una volta una bambina di nome Lisa, che aveva la fortuna di abitare in campagna, immersa nel verde di prati e alberi, fiori e tanta aria sana.

Una fresca giornata d’autunno, mentre le nuvole cominciavano a coprire il cielo, Lisa si accorse di una piccola tartaruga vicino ad un albero. Rimase affascinata e incantata, guardandola con gli occhi spalancati. Poco dopo la salutò. “Ciao piccola tartaruga, dove stai andando?” domandò a voce alta.
La tartaruga si fece dapprima diffidente e silenziosa, avvicinandosi poi alla bambina. “Ciao bambina! Io mi chiamo Manni e giro qua e là nella campagna. Anche se molto lentamente, arrivo molto lontano! Tu come ti chiami?” chiese la tartaruga.

L’un l’altra si guardavano con ammirazione e iniziarono a fare amicizia, raccontandosi tante belle storie. Ben presto Lucia e Manni divennero inseparabili. Ogni giorno, la bambina aspettava l’amica tartaruga sotto il grande albero in mezzo ai prati. E come sempre Manni arrivava.
Passavano insieme tutta la giornata, giocando a rotolarsi allegre tra le foglie d’autunno che cadevo. Il tempo scorreva e le giornate si accorciavano sempre di più e il freddo iniziava a farsi sentire più forte.

Un freddo giorno d’inverno, Lucia attese invano la sua amica Manni e il giorno dopo ancora e il giorno successivo di nuovo, ma della tartaruga nemmeno l’ombra. Lucia nonostante la compagnia di tanti amici, pensava spesso a Manni e sentiva la sua nostalgia. A volte passava interi pomeriggi sotto l’albero spoglio nel prato, sperando di rivedere la sua amata amica.

L’inverno passò, il cielo divenne più chiaro, le giornate si allungarono e piccoli germogli comparirono sugli alberi. Lucia riprese a passeggiare nella campagna e un giorno vide la sua piccola amica muoversi e scrollarsi la terra di dosso. Lucia si avvicinò con prudenza, sorpresa di rivedere la tartaruga.
“Buongiorno Lucia, perché quella faccia sorpresa?” disse Manni.
Lucia si emozionò tanto da farsi scendere qualche lacrima e con voce rotta e sottile disse: “Io veramente… io… pensavo…”
Manni la interruppe e si avvicinò all’amica “Non me ne sono andata da te.. le tartarughe vanno in letargo. Si riparano dal freddo dell’inverno”.
A quelle parole, la bimbina tirò un sospiro di sollievo. Dopo molti mesi, capì che Manni non l’aveva abbandonata.

“Questo vuole dire che abbiamo davanti un’intera primavera, estate e autunno da passare insieme prima di salutarci di nuovo!” disse Lucia e felice insieme alla sua ritrovata amica presero a giocare con le prime margherite nel grande prato della campagna.


Vi è mai capitato di sentire una di queste emozioni? ​
Descrivetecelo nei commenti!​

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